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ALLA RICERCA DELLA PAROLA

23-02-2021 16:21

Sergio Gnudi

Contemporanea,

ALLA RICERCA DELLA PAROLA

...che la mia strada si fosse già prefigurata in quel lontanissimo 1981, anno di uscita della mia opera poetica “Tra due fuochi” ...non sarei sincero

Non dico che la mia strada si fosse già prefigurata in quel lontanissimo 1981, anno di uscita della mia opera poetica “Tra due fuochi” a cui seguirono nel giro di tre anni altre due opere “Scorie Padane” e “Iperbolia”, non sarei sincero. Certamente il grande insegnamento di Spatola fu l’origine del mio tentativo di diventare autore. Molti in quegli anni ottanta seguirono la scia di un genio dell’arte totale come Adriano Spatola. In quegli anni e in quelli precedenti, pareva normale che l’arte si estrinsecasse in tutte le espressioni umane. E ci credemmo veramente. Poi all’improvviso si tornò al manierismo precedente a quella rivoluzione, almeno supposta e io non fui più interessato, sbagliando.

 

Fu nel 2007, quasi per sbaglio che trovai nei cassetti, persi tra vecchie cianfrusaglie, alcuni scritti di allora e pensai che forse avevo ancora voglia di gridare, non so che cosa, forse che esistevo ancora come artista. Ne uscì un libretto “Del Diavolo e della santità” che voleva ancora essere momento di rottura con il manierismo imperante, ma anche di qualcosa di nuovo.

 

Ecco da lì nasce la mia nuova vita di scrittore. Scrittore, cioè colui che scrive utilizzando tutte le parole e forme dell’espressione, o almeno tutte quelle a me consone.

 

E questo rappresenta la continuità con l’esperienza del passato in questi tempi che non prevedono nessun approfondimento, che non prevedono nessuno o poco studio. Sono i tempi dei tuttologi, sono i tempi della superficie. L’utilizzo di standard codificati e sicuri avviene nei momenti di decadenza. Ecco io penso che i posteri penseranno a questi nostri primi decenni del duemila come i tempi della decadenza: questo vale per la politica, per la società e per l’arte. Dopo anni che sembravano preludere all’arte totale per tutti, siamo invece arrivati alla bassa cultura per tutti. Il manierismo rassicura, il coraggio intellettuale in questi tempi è discriminante e discriminato.

 

Mi sono fatto una promessa quando nel 2007 ho ricominciato a produrre parole: di continuare a farlo fino a quando sentivo di avere ancora qualche cosa di diverso, di nuovo rispetto agli altri da dire, che fosse serio o ironico o sarcastico poco conta. Qualcosa di diverso dagli altri. E che fosse poesia, fosse la ballata, fosse racconto, fosse teatro, fosse audiolibro, fosse romanzo, fosse multimedialità poco conta, perché chi prova a produrre arte ci prova con tutti i mezzi a sua disposizione. Quasi casualmente ho incominciato a collaborare, dieci anni fa, con Cuore di Carta che organizza importanti rassegne letterarie quali la Fiera delle Parole di Padova. Ho potuto dialogare, grazie a questa collaborazione, davanti al pubblico con i più importanti scrittori italiani.

 

E conoscere molti scrittori certo aiuta. Aiuta a capire le aspettative di ognuno, come ognuno pensa alla narrazione e alla lingua, ma non può certamente risolvere la mia continua ricerca della parola, del linguaggio e in fin dei conti della possibilità di contribuire, magari per un milionesimo, a una maggiore capacità di scelta che passa attraverso la conoscenza. Fino a quando avrò questo anelito continuerò a scrivere e a sperimentare.

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Sergio Gnudi


Lo scrittore ferrarese Sergio Gnudi ha pubblicato nove opere poetiche: l’ultima nel 2019 Ballate del tempo che fu. Nel 2015, con il titolo di Incitamento alla politica è uscita un’opera poetica particolare che si richiama in maniera diretta a Pablo Neruda affrontando il tema della poesia civile e della poesia dell’impegno. In poesia ha scritto d’amore, rifacendosi nei temi ai poeti classici latini, con la trilogia A Cinzia, Raccontami o Dea e Il filo d’Afrodite, ma anche a storie quotidiane con Stagioni quotidiane. Convinto che lo scrittore lo è a tutto tondo ha pubblicato anche due libri per ragazzi: La mamma racconta gli eroi e Le storie di Antonio, con i quali ha incontrato migliaia di ragazzi in molte scuole del Veneto e dell’Emilia Romagna. Si è poi dedicato con il musicista astigiano Beppe Giampà a creare reading musicali per il teatro: Era febbraio presentato in diverse città italiane, Le stagioni in città, ballate sull’opera di Italo Calvino, Marcovaldo, anch’esso presentato al salone di Padova e l’ultimissimo La storia delle storie, che racconta, con parole e musica, l’epica del Torino calcio: quest’ultimo sta avendo un importante successo in Piemonte con la realizzazione di un cd musicale. Continuando nell’alveo tra poesia e narrativa ha pubblicato nel 2017 il volume Sensazioni, dal quale è stato realizzato un film per il grande schermo. Nel 2018 ha pubblicato La statua del potere, romanzo d'avventura rivolto principalmente ad un pubblico giovane. Nel 2019 è uscito, sempre per la casa editrice “La Carmelina” di Ferrara con la raccolta di racconti Il gioco di Diana: quattordici storie di streghe della tradizione popolare nel periodo oscuro dell’inquisizione, delle torture e dei roghi. Sta collaborando con Sergio Altafini e Ferdinando De Laurentis a un grande progetto multimediale relativo ai miti greci nella valle del Po denominato Eridanea, i miti del Basso Po-Eridano, di cui è già stata pubblicata la narrazione dei primi tre in forma scritta e anche in audiolibro . Nel mese di settembre e uscito per i tipi dell’editrice “Il Prato” di Padova la raccolta di racconti Le oscure stanze mentre al Salone del Cinema di Venezia è stato presentato il film La vita che verrà del regista Ferdinando De Laurentis. Di questo film ha predisposto la scrittura dello stesso probabilmente sarà pubblicato il romanzo.

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