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Le storie di Cicno, Medea e Filisto nella prossima edizione di EridaneA, I miti sulle acque del basso Po-Erida

29-01-2022 09:19

Sergio Altafini

Produzioni,

Le storie di Cicno, Medea e Filisto nella prossima edizione di EridaneA, I miti sulle acque del basso Po-Eridano. Seconda parte - Imminente la pubblicazione

Le storie di Cicno, Medea e Filisto nella prossima edizione di EridaneA, I miti sulle acque del basso Po-Eridano. Seconda parte.

Premessa

Per quanto concerne la documentazione archeologica raccolta anche localmente, pur se importante, la situazione è decisamente aperta e meriterebbe un dibattito tra diversi e competenti interlocutori con argomentazioni su differenti aspetti quali, la ricerca, lo studio, l’analisi, l’edizione e la conservazione dei reperti, l’organizzazione dei dati per la corretta identificazione territoriale ed infine la pubblicazione e la restituzione pubblica del patrimonio storico.

S’intende che nonostante il crescente interesse da parte del pubblico verso la conoscenza del mondo antico si è ben lontani dalla reale portata del problema, la cui principale difficoltà consta nel distinguere la superficiale curiosità e il folclore dell’offerta “archeologica” di cui si attrezza la corporazione degli esperti per avvicinare le masse turistiche, dalla realizzazione di una pratica di educazione permanente accompagnata da una necessaria riforma legislativa del settore. Si consideri che la didattica specialistica e la pianificazione degli interventi su più ampia scala (ad esempio con la realizzazione di Parchi territoriali gestiti da consorzi di Comuni) possono essere veicoli di programmazione economica continua e di largo respiro con impiego di competenze professionali localizzate, garantendo nel contempo investimenti che si traducano in reali risorse occupazionali.

Sebbene il programma indicato stia alla base di partenza appare chiaro che questa non sia la sede per affrontare il tema, però è davvero utile esprimere una posizione chiara in favore di chi opera quotidianamente o saltuariamente sul campo nel quasi totale concreto disconoscimento, anche finanziario, del proprio lavoro. Così come più in generale pensiamo sia anacronistico ritenere la produzione culturale, se non industriale, oggetto per il tempo libero o meglio non occupato.

 

Orgoglio Polesano

Nel progettare EridaneA ci proponemmo fin da subito di impiegare le nostre energie e conoscenze per avviare un lavoro di produzione e divulgazione davvero impegnativo, sebbene con la modestia dei mezzi a disposizione. Comunque, consapevoli di offrire un seppur minimo contributo alla storia polesana, attraverso un originale punto di vista. Più precisamente ci si riferisce al periodo pre-istorico, perlomeno risalendo non prima del millennio ante l’era cristiana, poiché i dati materiali conosciuti sono limitati e le testimonianze fin qui emerse sono largamente insufficienti per suggerire con destrezza il susseguirsi dei fatti. Tuttavia anche se nella parzialità, sia le fonti letterarie quanto le tradizioni mitologiche rendono disponibili opportunità interpretative del territorio attraverso le sue mutazioni sia naturali che per mano dell’uomo.

Val la pena ricordare che per “polesini” si sono intese quelle porzioni di superficie circondate od attraversate da corsi d’acqua situate ai margini di raccolta a mare delle foci e scoli fluviali, dove la materia salmastra s’incunea con quella dolce creando condizioni favorevoli all’insediamento umano.

Ormai è convenzionalmente riconosciuto che lo spazio compreso tra gli odierni Chioggia e Brondolo fino a Ravenna, frontalmente al mare, si ponevano successivi cordoni dunali, mentre nell’entroterra affioravano terre emerse dalle estensioni lagunari. Le stesse situazioni vallive e ambientali erano confacenti a tutta la costa settentrionale adriatica fino al Golfo del Quarnaro.

Le vicende storiche, ovvero le ragioni antropiche, hanno mantenuto l’identificazione di Polesine nella regione tra i due attuali principali fiumi: l’Adige e il Po (provincia di Rovigo).

Eppure non va dimenticato che le terre di qua, il ferrarese e di là del Po, cioè la Traspadana ferrarese, erano costituite da polesini che la non lontana attività di bonifica ha reso diversamente praticabili.

 

La ricchezza della memoria

L’abbondanza delle testimonianze materiali che i terreni polesani offrono, hanno fatto e continuano a far riaffiorare elementi informativi di indubbio valore, ma che richiedono indagini multidisciplinari ed un costante esercizio di studio e catalogazione. Proprio in virtù di tanta ricchezza, nonostante tanta parte sia andata dispersa e distrutta nei tempi passati, ancora oggi l’immenso patrimonio sotterrato può fornire l’indicazione di quanto è sempre stato diffuso il popolamento e la pratica insediativa dell’attività umana nei secoli.

Sotto il profilo letterario si conferma il ricordo di antiche popolazioni che qui hanno vissuto, rafforzato dal racconto favolistico tramandato dal lontano passato.

Infatti la citazione di figure avvolte da un alone mitologico legate, in qualche modo, ai fiumi ed al Golfo Adriatico, tramite la narrazione fantasiosa di avvenimenti o vicende non solo locali mostrano l’antica appartenenza ad un mondo molto più vasto di quanto si possa immaginare e dove la natura stessa dei luoghi ne ha favorito le differenti funzioni.

Fetonte, Cicno, Dedalo, gli Argonauti, con Medea e Giasone, senza dimenticare Meleagro e le galline faraone, forse Cadmo ed Armonia, nonché le saghe di Antenore con gli Eneti e Diomede fondatore di Spina, i Tirreni anche ad Adria, i Pelasgi ed infine Filisto con l’espansione siracusana nell’Adriatico, rappresentano gli archetipi di intrecci di storie tutte da trattare.

 

Scelta Drammaturgia

La scelta drammaturgica, cioè lo sviluppo narrativo dei miti che hanno guidato il percorso emozionale hanno restituito nelle strutture formali della scrittura gli stili della tradizione popolare favorendo il coinvolgimento sentimentale del lettore, auditore o spettatore, a seconda del supporto espressivo scelto.

Quindi alla prassi letteraria è stata affidata l’eco dei sentimenti, delle passioni e struggimenti dell’ esistenza che dovettero provare quegli antichi umani che prima di noi, nei tempi odierni, hanno dovuto affrontare la fatica di vivere.

Indubbiamente il mito è servito quale elemento di riproposta, in termini attuali, di temi ampiamente presentati nei secoli da autorevoli autori.

Pur tuttavia nel nostro caso si è reso utile quale pretesto “mnemonico” per la riscoperta di episodi storici ed ambientali inerenti al territorio.

Il presupposto primario era di proporre una combinazione di elementi che riposizionassero o nella giusta ottica la dimensione ambientale ed insediativa dei siti polesani.

Dunque fin dall’antichità questi luoghi hanno vissuto le più varie frequentazioni di nuclei etnici provenienti da collocazioni originarie diverse, ma che nel tempo si sovrapposero, si sostituirono in parte, si fusero creando nuove civiltà. Al di là delle varianti di carattere politico le attività umane locali sono state da sempre rivolte al governo delle acque e delle terre ed alla manutenzione degli impianti logistici.

Al centro di dinamiche commerciali, militari o produttive gli stanziamenti territoriali erano inseriti in itinerari terrestri, rotte marittime e fluviali con il ruolo di congiunzione da e verso le regioni del nord e del sud Europa come tra le popolazioni dell’est e dell’ovest con i popoli a fronte del Mediterraneo con quelli occidentali e caucasici, s’intende del mondo allora conosciuto.

 

Conclusioni

Quale sarà l’esito di tanta operatività non è dato a sapere. L’intento di EridaneA è quello di innestare un meccanismo di curiosità che induca a superare i pregiudizi degli esperti e nel contempo stimoli le persone meno informate ad approfondire gli argomenti esposti.

Di certo la formula adottata di coniugare esperienza estetica a contenuti informativi potrà risultare ostica per chi è abituato, per vari motivi, a suggestioni settoriali.

L’invito è di lasciarsi travolgere senza titubanze per poter cogliere l’essenza di un viaggio nel tempo alla ricerca della cultura del territorio.

 

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